ll lavoro del Security Manager non è quello di investigare, né di invadere la privacy del prossimo, ma quello di rendere coscienti Imprenditori, Privati e operatori delle Forze dell'Ordine dell'importanza delle informazioni e della sua riservatezza. Il lavoro che svolgiamo è soprattutto dedicato allo studio approfondito sulle tipologie criminologiche e alla risposta per la creazione di sinergie tra struttura, uomini e tecnologia.
I questi ultimi anni nel nostro paese il legislatore è intervenuto più volte su grandi temi come criminalità organizzata, sicurezza negli stadi e controllo del territorio, effettuando riforme come il nuovo Codice Penale e di Procedura Penale, costituendo organi di sorveglianza come i garanti. Ma tutti noi, spesso non abbiamo mai percepito il cambiamento, ed oggi molti si dicono non cautelati dallo stato o dalla giustizia. Perchè ?
Le tecnologie non mancano le regole ci sono, la società è cosciente e preparata e allora perchè non si hanno risultati?
Oggi la verità è che mancano analisti, strumenti e operatori preparati in grado di usare le norme come vero mezzo repressivo degli atti criminali.  L'Angolo delle Riflessioni
| Pensieri del giorno
" Deposizioni in Tribunale politica o delazione? "
Gli Italiani per loro indole e storia non hanno mai spiccato per la massima espressione di senso civico e dovere nei confronti dello Stato. Basti pensare che abbiamo un Ministro che ha dovuto dichiarare guerra all'assenteismo negli uffici pubblici, varando normative impopolari nei confronti dei dipendenti della pubblica amministrazione.
Oggi abbiamo deposizioni in Tribunale dove la parola d'ordine di chi testimonia è: "io ho parlato con..... ", "mi ha detto tizio di caio........" etc... . Come dilettante conoscitore della giurisprudenza italiana mi domando in questa tipologia di audizione dove si forma la prova di un reato. Il dizionario della lingua italiana recita "Testimone: s.m. chi ha visto un fatto, Teste." Se l'Italiano non è un opinione un teste è colui che ha assistito ad un fatto oggettivo, da questo si deduce che colui che viene a conoscenza di fatti da racconti di terzi non è testimone ma persona informata dei fatti. Tali personaggi nel mondo investigativo sono chiamati "Informatori" determinanti il più delle volte per lo svolgimento delle indagini ma solo se utilizzati per il riscontro oggettivo delle prove in base alle dichiarazioni rese dall'informatore. Un esempio, "ho saputo che Tizio ha rubato l'auto di Caio" se durante la perquisizione l'auto rubata viene rinvenuta e si verificano una delle condizioni: A) l'auto è nella proprietà del signor Caio. B) all'interno della stessa vengono riscontrati indizi oggettivi (impronte ed affini) che riconducono all'esecuzione del furto del Sig. Caio. In questo caso si ha Prova che il reato è stato commesso dal Sig. Caio. Quindi se in giurisprudenza la prova deve essere oggettiva per poter infliggere una pena, l'informatore per sua natura non lo è, perchè oggi le dichiarazioni di quest'ultimi vengono accolte nei Tribunali Italiani come testimonianze? La risposta credo sia giusto la formuliate Voi.......... |
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|  | |  | | Le mie collaborazioni |  | | Oggi in molti dicono di aver fatto, o di aver realizzato.... Io preferisco dire di aver avuto la fortuna di essere stato partecipe attivo con un pool di persone che ha contribuito a rendere luoghi, persone e strutture più sicuri. | |
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